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Composizione dei prodotti solari: I PUNTI FERMI

ragazze in spiaggia prendono il sole prodotti solari

Schermo totale, Waterproof, SPF100+ …che confusione!

Ti piacerebbe eliminare ogni dubbio e poter dare alle tue clienti spiegazioni chiare e complete?

In questo articolo PUOI IN-FORMARTI nel dettaglio su come si compone un prodotto solare, su filtri chimici e non, SPF, INCI e molto altro!

 

Se conosciamo ormai gli effetti del sole, nel bene e nel male, sulle protezioni solari ci sono ancora molti termini utilizzati in modo improprio, per i quali è bene fare un po’ di chiarezza, partendo da una base certa: la legge!

Innanzitutto i prodotti solari sono cosmetici e come tali rientrano nella normativa generale dei cosmetici cui abbiamo fatto più volte riferimento: in origine la Legge 713/86 rivista con il Regolamento CE 1223/2009 entrato in vigore nel 2013.

Tuttavia con particolare riferimento ai prodotti solari, la Commissione europea ha provveduto a rilasciare nel 2006 una specifica Raccomandazione n.2006/647/CE sull’efficacia dei prodotti per la protezione solare e sulle relative indicazioni.

 

Partirei proprio da qui, ovvero dalla definizione che tale Raccomandazione ha rilasciato in merito ai solari:

“qualsiasi preparato (quale crema, olio, gel, spray) destinato ad essere posto in contatto con la pelle umana, al fine esclusivo o principale di proteggerla dai raggi UV assorbendoli, disperdendoli o mediante rifrazione”

 

Inoltre il testo fornisce indicazioni (riassunte nelle righe seguenti) che per noi sono particolarmente indicative:

  • I prodotti solari devono proteggere sia dai raggi UVB che dai raggi UVA e la protezione UVA di essere almeno 1/3 di quella UVB.
  • Non possono essere utilizzate diciture quali “schermo totale” o “protezione totale” che lascino supporre una protezione al 100% e senza la riapplicazione del prodotto.
  • Sulla confezione devono essere riportati consigli sulle precauzioni da adottare e le istruzioni d’uso.

 

Secondo il Regolamento Europeo le indicazioni relative all’efficacia dei solari devono essere semplici e chiare.

Per questo è stato istituito un indicatore, noto ormai a tutti, quale SPF (Sun Protector Factor).

 

Ma cos’è esattamente il Sun Protector Factor?

 

Esso si definisce come il rapporto tra il MED (Minima Dose Eritematogena) della zona protetta dal prodotto e il MED della zona non protetta dello stesso soggetto.

Un prodotto ad esempio con SPF 50 significa che la dose UV necessaria per sviluppare un eritema con la protezione è 50 volte superiore all’assenza di protezione.

Ai fini semplificativi inoltre la legge ha fornito la seguente tabella riepilogativa da utilizzare per identificare e classificare le protezioni:

 

PROTEZIONE BASSA                           SPF 6 – 10

PROTEZIONE MEDIA                            SPF 15- 20 – 25

PROTEZIONE ALTA                               SPF 30 – 50

PROTEZIONE MOLTO ALTA                 SPF 50+

 

Fatte queste premesse legislative importanti, in quanto ogni casa cosmetica si deve attenere in questo caso a parametri ben precisi, vediamo ora…

quali sono le caratteristiche di un prodotto solare?

E quali i filtri migliori?

Vediamo un po’ più da vicino.

Innanzitutto, seguendo la definizione di prodotto solare, emerge che esso debba contenere filtri solari (destinati cioè a proteggere la pelle dalle radiazioni solari) tramite assorbimento, diffusione o riflessione delle radiazioni.

La legge a tal proposito ha rilasciato con il Regolamento l’elenco delle 28 molecole ammesse come filtri solari, di cui 27 chimici e 1 fisico.

 

La prima differenza che riscontriamo è proprio quella tra filtri chimici e filtri fisici.

 

In realtà è nota a noi operatori del settore e vi spiego perché.

Come dimostrato dalla legge, nonostante la maggior parte di solari contenga filtri chimici, il terminechimiconon viene utilizzato certo come claim o come vanto e non lo troveremo stampato nel packaging dei prodotti solari.

 

Perché? 

Solamente perché, nell’emergere delle filosofie naturali anche nei cosmetici negli ultimi decenni, il termine chimico è stato troppo spesso, ed erroneamente, confuso con “nocivo” o comunque dubbio.

 

I FILTRI CHIMICI, è vero, sono molecole sintetiche in grado di assorbire e scomporre le radiazioni solari.

Essi trattengono l’energia solare e la rilasciano sotto forma di calore, aumentandone appunto la sensazione sulla pelle. Per questo si dice che siano filtri assorbenti.

 

I FILTRI FISICI, invece, sono formati da piccole particelle minerali, quindi in genere si tratta di filtri solari naturali.

I più noti sono il biossido di titanio e l’ossido di zinco. Ma attenzione!

La legge riconosce come filtri solari 27 molecole chimiche e una sola naturale!

Quale? Il biossido di titanio.

Questo significa che l’ossido di zinco può essere inserito nelle protezioni solare ma non può vantare il claim di filtro solare (in altre parole, un prodotto solare non potrà contenere solo ossido di zinco ma dovrà avere altri filtri al suo interno per essere considerato tale) nonostante si stia provando con alcuni studi la sua efficacia in termine di protezione solare.

Al momento questo claim non è ancora riconosciuto per legge.

I filtri fisici sono in grado di riflettere i raggi solari, a differenza di quelli chimici che invece li assorbono.

Infatti non trattengono il calore e non penetrano nella pelle, restando in superficie. Respingono sia i raggi UVB che UVA, non interagendo (ma solo riflettendo) con le radiazioni solari e non risultano alterati.

Non possiamo quindi parlare di filtri chimici e filtri naturali, ma dobbiamo piuttosto fare riferimento al modo in cui essi proteggono la pelle: i primi assorbendo e gli altri riflettendo.

Ma vediamone alcuni giusto per capire quali nomi potremmo trovare negli INCI dei prodotti solari e quindi riconoscerli.

Vuoi saperne di più sui componenti dei prodotti cosmetici? Leggi anche questi articoli:

SOS Oli Minerali: Spalmeresti del petrolio sulla tua pelle?

Cosmetici: naturali, organici o chimici? Che confusione!

 

COMPONENTI DEI PRODOTTI SOLARI

Ethylhexyl Methoxycinnamate: ottilmetossicinnamato

Composto organico derivato dal’’esterificazione dell’acido metossincinnamico. Solubile in oli cosmetici ma non in acqua. Ottima efficacia filtrante ma solo dei raggi UVB. Non è tra i filtri più fotostabili, in genere viene abbinato ad octocrylene per aumentarne la fotostabilizzazione. La concentrazione massima ammessa è del 10%.

 

Octocrylene:

Filtro solare che appartiene alla famiglia dei cinnamati. Fornisce sia protezione UVA che UVB. Solubile in olio. Molecola non allergenica e non irritante. Concentrazione ammessa 10%.

 

Buyl Methoxydibenzoylmethane: butil metossidibenzoilmetano

Molecola organica utilizzata come filtro UVA nei prodotti solari. Filtro ad ampio spettro che deve essere incorporata nella fase oleosa delle emulsioni. Massima concentrazione ammessa 5%.

 

Bis-Ethylhexyloxyphenol Methoxyphenyl Triazine

Filtro ad ampio spettro sia UVA che UVB. Molecola fotostabile che non viene assorbita dalla cute. In genere abbinato sia ad altri filtri chimici che fisici. Concentrazione massima 10%.

 

Homosalate: homosalato

Estere dell’acido salicilico, insolubile in acqua e miscibili in oli. Particolarmente efficace nell’assorbimento dei raggi UVB. Non ha effetti invece sugli UVA. Concentrazione massima ammessa 10%.

 

Queste sono solo alcune delle molecole utilizzate come filtro chimico nei prodotti solari. Ma subito ci balza all’occhio che alcune debbano essere necessariamente abbinate ad altre al fine di proteggere sia dai raggi UVA che UVB nella misura prevista dalla legge.

 

Tra i filtri fisici invece, il componente riconosciuto è il biossido di titanio. Il biossido di titanio è un minerale naturale utilizzato principalmente come pigmento bianco. La polvere di biossido di titanio è un in grado di riflettere e disperdere la luce solare.

Nonostante protegga sia nei confronti dei raggi UVA che UVB, spesso è utilizzato in combinazione con altri filtri. È un ingrediente sicuro e non irritante e preferito nei prodotti solari per pelli più sensibili. Da preferirsi ad esempio nelle formulazioni kids friendly.

ragazza in spiaggia prodotti solari

Conosciute un po’ queste differenze…

quali prodotti solari scegliere?

I nostri parametri fermi sulla scelta dei cosmetici restano gli stessi anche per i solari:

  • GMP e certificazioni ISO
  • Studi clinici in vivo e in vitro
  • Inci cosmetico

 

In ogni caso un buon prodotto solare deve avere:

  • Tollerabilità cutanea testata
  • Massimo assorbimento di UVB e UVA
  • Buona stabilità chimica e fotostabilità
  • Buon profilo tossicologico

 

Altro punto da chiarire: se la legge per semplificazione e falsi claim ammette una protezione dichiarata di SPF 50+ perché troviamo indicazioni di 100+ e oltre?

Per anni anche questi numeri sono stati confusionari e incontrollati e spesso (forse) poco veritieri.

Ora la legge ha chiarito con la tabella indicata sopra i livelli di protezione e relativi range di SPF. Ora il massimo ammesso è SPF50+.

Se ci sono numeri più alti non saranno indicati sul packaging come SPF.

Tuttavia se realmente si presenta un prodotto con protezione più alta, la risposta possono darla solo gli studi clinici, che ovviamente devono essere rigorosamente eseguiti secondo ben precisi standard europei!

Stessa cosa per waterproof! Anche in questo caso NON è claim ammesso per legge!

Anzi è importante ritenere che la validità di un prodotto solare è effettiva solo se utilizzato in modo corretto!

Per questo le indicazioni devono essere riportata sulla confezione.

Qual è il modo corretto di utilizzare un prodotto solare per non vanificarne le qualità intrinseche?

  • Applicarlo abbondantemente sulla pelle mezz’ora prima di esporsi
  • Riapplicare possibilmente al momento dell’esposizione
  • Riapplicare ogni 2/3 ore e comunque sempre dopo il bagno

 

Restrittive? Non esistono schermi totali…e i test di efficacia sono provati su questi parametri.

I danni del sole più o meno aggressivi li conosciamo.

Proteggerci ed evitarli…è possibile, con i prodotti giusti, con gli accorgimenti giusti!

 

Take care of you, 

Gabriela

 

Sole senza protezione? La pagherai a caro prezzo!

Se spendi le tue cellule al sole… poi arriva il conto da pagare. E con addebito diretto sul tuo aspetto e la tua salute!

Scopri quindi in questo articolo come “risparmiare” in rughette, macchie e scottature, con suggerimenti di un esperto dermatologo.


Arriva la primavera inoltrata, le prime giornate di sole caldo, i primi week-end all’aria aperta o fuori porta, al mare, in montagna, al lago…e sull’abbronzatura ormai le informazioni si sprecano.

Nel bene e nel male! Con fondamenti scientifici e non.

Tutto questo pero’ mi fa ben pensare.

Nel bombardamento di notizie, spesso allarmanti, sembrerebbe proprio che la moda dell’abbronzatura a tutti i costi sia un po’ tramontata, lasciando spazio, non di certo all’abbandono totale della stessa, ma quanto meno a più consapevolezza! O per lo meno alla volontà di seguire qualche accorgimento e consiglio in più’ per un’abbronzatura con meno rischi per la salute e per gli inestetismi che ne conseguono.

Perché di fatto è così. Si chiama “bella stagione” non a caso! L’Estate è bella! L’abbronzatura è bella! Il sole è portatore di buon umore!

E dopo tanti mesi di grigio e freddo si ha proprio voglia di lasciare spazio ai colori, al sole, alle passeggiate….e tutto quanto di allegro porta con sé la bella stagione!

Fin qui tutto bene. L’aspetto di una pelle dorata e non pallida, di gambe abbronzate che spuntano da abitini alla moda, sono sicuramente il “desiderata” di ognuna. Ma, come in ogni altra cosa, la giusta misura è sempre la risposta adeguata.

Che il troppo faccia male lo sappiamo bene!

Quello che vogliamo sapere è come non rinunciare ad un aspetto salutare ed “estivo” senza correre rischi. Perché di rischi in realtà ce ne sono eccome…

(altro…)

I 10 passi da consigliare ogni giorno alle tue clienti

 

Pelle dall'aspetto più giovane e sano

Trasmetti il tuo sapere alle clienti. Non tralasciare la consulenza. E’ segno di professionalità.

Desiderano una pelle dall’aspetto giovane e sano? Allora leggi questo post ed insegna alle tue clienti i 10 passi per dire addio a rughe, secchezza ed irritazioni…senza stress e perdite di tempo.

Quindi, senza perderci in chiacchiere e preamboli, ecco cosa potrai fare!

STAMPA QUESTA GUIDA ed OMAGGIALA ALLE CLIENTI del tuo centro.

1.  Il primo importante step da compiere per prendersi cura della propria pelle è la detersione. Nonostante sia un’azione molto semplice, è molte volte trascurata, a tal punto che tante di voi non l’hanno ancora inclusa nella loro routine domiciliare.

Sai cosa ti suggerisco? Rimuovi il trucco, detergi la pelle e applica la lozione poco dopo essere arrivata a casa dal lavoro, prima di essere troppo stanca… o finirai per dimenticartene!

 

sapevi che...SAPEVI CHE… quando non si rimuove il trucco, i residui possono causare irritazioni, secchezza, gonfiori, infezioni agli occhi, macchie e gravi danni? Peggio ancora, possono provocare infiammazioni che sono una della prime cause d’invecchiamento cutaneo.

Anche se abitualmente non ti trucchi, la detersione è comunque necessaria per rimuovere lo sporco, l’inquinamento, il sudore, i batteri e i residui che posso occludere i pori e irritare la pelle.

A lungo andare, i residui di trucco posso dilatare in modo permanente i pori, causando acne e potenziali cicatrici, unitamente alle linee, alle rughe e alla flaccidità della pelle.

Non sei ancora convinta? Fai questa prova a casa! Al termine di una giornata nella quale non hai applicato il trucco, passa un dischetto di cotone imbevuto di lozione sul viso e sul collo. Il dischetto sarà sporco. Di cosa?? Ma ovviamente di residui e cellule morte; sono tutto quello che rimane sul viso quando non ti strucchi. La prova è a vista d’occhio. (altro…)