I prodotti che utilizzi hanno certificazione GMP?

I prodotti che utilizzi hanno certificazione GMP?

Quanto è importante che i prodotti che utilizzi ogni giorno nel tuo lavoro siano certificati GMP?

 

Sai cosa significa?

 

Continua a leggere l’articolo in cui ti spiego quanto è importante per la tua attività e per posizionarti come una vera esperta agli occhi delle tue clientianche se non possiedi una laurea in Cosmetologia!

 

Sulla “bontà” o meno di un cosmetico si dice e scrive tanto, anche se informazioni professionali e informazioni di natura pubblicitaria si mescolano frequentemente, creando ancora molta confusione.

 

Nel corso del tempo abbiamo imparato a conoscerli un po’ più da vicino: questo per svariati motivi.

Primo fra tutti, l’attenzione del consumatore.

Il consumatore è diventato curioso di sapere e conoscere, di avere risposte e spesso “naviga” tra siti web che forniscono informazioni dalle più concrete alle più “originali” creando ancora più confusione se non allarmismi.

In secondo luogo perché l’estetica professionale ha cercato sempre più di specializzarsi in un accurato know-how che potesse soddisfare la curiosità dei clienti più evoluti, al fine di dare risposte sempre più accurate sulla natura del cosmetico, su suoi attivi, sulle sue finalità e risultati concreti, dando spiegazioni sempre più scientifiche.

 

Sicuramente una diatriba importante che ha preso piede una quindicina di anni fa e si è evoluta nel corso del tempo è quella tra cosmetico naturale e/o bio e cosmetico chimico.

 

>> LEGGI QUESTO ARTICOLO http://cosmeticiperestetista.com/cosmetici-naturali-organici-o-chimici-che-confusione/

 

Ma se accantoniamo un attimo argomenti importanti come questi (naturale vs. chimico) piuttosto che la lettura dell’INCI cosmetico, cosa dobbiamo realmente conoscere di un cosmetico affinché questo possa dirsi SICURO e prodotto come si deve?

 

Non tutti conoscono aspetti fondamentali che riguardano da diversi anni a questa parte la produzione di un prodotto cosmetico e che invece fanno la differenza!

 

Conosci il significato di GMP?

GMP sta per “Good Manufacturing Practices” ovvero Pratiche di Buona Fabbricazione dei Cosmetici.

Queste procedure sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni al fine di assicurarne gli standard qualitativi adeguati.

Le GMP sono nate in primo luogo nell’ambito dei prodotti farmaceutici per poi estendersi agli ambiti maggiormente legati alla salute: dispositivi medici, alimenti, derivati biologici e cosmetici!

Queste hanno lo scopo di garantire che i prodotti siano creati in una qualità adeguata per l’uso cui sono destinati, in tutta la filiera: dalla creazione (in tutte le sue fasi produttive con standard di controlli adeguati), al controllo, all’immissione sul mercato.

 

Quali sono in generale le attività che fanno parte delle GMP?*

  • Documentare, tramite apposite registrazioni, ogni aspetto del processo, ogni attività ed ogni operazione
  • Utilizzare personale che abbia ricevuto un’apposita formazione
  • Occuparsi attivamente di pulizia e sanitizzazione
  • Verificare con regolarità il buon funzionamento degli strumenti e dei macchinari
  • Conoscere e controllare i processi
  • Gestire i reclami

Gli obiettivi generici invece si possono riassumere come segue:

  • Mantenere il processo sotto controllo in ogni fase
  • Prevenire le contaminazioni
  • Prevenire mix up ed errori
  • Permettere un risparmio sui costi
  • Assicurare un prodotto sicuro e di qualità

 

Tutte cose che sembrano di per sé semplici e scontate, ma che non lo sono per nulla!

Vediamo meglio cosa prevede la legge in merito.

La Comunità Europea ha disciplinato la produzione e l’immissione sul mercato attraverso una direttiva base che risale al 1976.

Senza dettagliarne i contenuti ovviamente, possiamo dire che la stessa è stata più volte aggiornata. La svolta importante tuttavia risale al 22 dicembre 2009 con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del REGOLAMENTO CE n. 1223/2009. L’entrata in vigore del Regolamento è stata l’11 luglio 2013.

Proprio questo Regolamento ha inserito nei paesi UE il rispetto delle GMP nella produzione dei cosmetici.

Riporto in breve alcuni passaggi del Regolamento:

Articolo 1 Ambito d’applicazione e obiettivo

Il presente regolamento stabilisce norme che ogni prodotto cosmetico immesso sul mercato deve rispettare, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato interno ed un livello elevato di tutela della salute umana.

Articolo 8 Buone Pratiche di Fabbricazione

1) Nella fabbricazione di prodotti cosmetici sono rispettate le Buone Pratiche di Fabbricazione al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 1.

2) Qualora la fabbricazione avvenga conformemente alle pertinenti norme armonizzate, i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, si presume il rispetto delle buone pratiche di fabbricazione.

 

Il Regolamento indirizza il produttore all’utilizzo della UNI EN ISO 22716 per la produzione dei cosmetici secondo le norme GMP, ma la cui certificazione non è richiesta per legge.

 

La norma UNI EN ISO 22716 fissa le linee guida per la produzione, il controllo, la conservazione e la spedizione dei prodotti cosmetici con la finalità di garantire al consumatore elevati standard di sicurezza igienico sanitari. I contenuti della ISO 22716 riguarda:

  • Scopo e campo di applicazione
  • Termini e definizioni
  • Personale
  • Locali
  • Apparecchiature
  • Materie prime e materiali di imballaggio
  • Produzione
  • Prodotti finiti
  • Laboratorio di controllo della qualità
  • Trattamento del prodotto che non rientra nelle specifiche
  • Rifiuti
  • Subappalto
  • Deviazioni
  • Reclami e ritiri
  • Controllo delle modifiche
  • Audit interno
  • Documentazione

Quello che emerge è che c’è un obbligo per legge di rispetto di Buone Pratiche di Fabbricazione, ma non c’è un obbligo di certificazione.

Tuttavia è bene non sottovalutare l’obbligo ad operare in GMP, in conformità al documento ISO 22716, in quanto sono possibili controlli ed ispezioni da parte delle autorità competenti.

Inoltre, se non è corretto parlare di certificazioni, è bene sapere che esistono società che rilasciano attestazioni di conformità alle procedure.

 

Conoscendo ora questi aspetti… prima ancora di leggere un INCI cosmetico e verificare il numero di attivi di estrazione naturale… chiediamo a chi di competenza quali certificati o attestati di produzione certificano le GMP di quel cosmetico e trasmettiamo quanto appreso alle nostre Clienti!

Non credo che tutti saprebbero rispondere….e questo, insieme ovviamente a tanti altri aspetti che qualificano un prodotto, la dice lunga sul cosmetico stesso!

 

Take care of you,

Gabriela

*http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_EventiStampa_167_intervisteRelatori_itemInterviste_3_fileAllegatoIntervista.pdf

 

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