Questione di… PEELING!

Questione di… PEELING!

Settembre e ottobre sono i mesi per eccellenza dedicati all’esfoliazione sia della pelle del viso che del corpo. Questo perché solitamente, dopo un’estate trascorsa al sole, è normale aver bisogno di curare di più la pelle ed aiutarla ad eliminare lo strato più superficiale di cellule morte o in ogni caso danneggiate.

Ecco quindi che oggi vorrei approfondire l’argomento sul perché proporre i peeling all’interno del tuo centro estetico in modo sicuro, professionale, dando risultati concreti alle tue clienti.

PRIMA DI TUTTO…

 

Per esfoliare abbiamo solo i peeling?

Assolutamente no!

Infatti quando si parla di esfoliare la pelle (in particolare oggi ci concentreremo su quella del viso) possiamo andare incontro a diverse tipologie di trattamenti disponibili.

 

Ma partiamo dalla basi.

 

Abbiamo giù chiarito che “esfoliare” significa andare a rimuovere le cellule morte dello strato superficiale dell’epidermide (lo strato corneo), al fine di liberare gli strati sottostanti, dando quindi alla pelle un aspetto più luminoso e levigato.

La rimozione delle cellule morte in realtà è un processo che la nostra pelle realizza naturalmente e continuamente, in condizioni normali.

Tuttavia, un’esfoliazione aggiuntiva, realizzata in modo corretto, permette di stimolare il ricambio cellulare, andando incontro soprattutto a necessità particolari (pelle secca, matura, impura, iperpigmentata).

 

 

Fatta nostra questa definizione, possiamo quindi capire chiaramente che per esfoliare la pelle non ci sono solo i peeling.

 

Esistono infatti 2 macro-tipologie di esfoliazione:

Esfoliazione fisica (nota come “meccanica”) che consiste in una frizione dello strato corneo eseguita con microgranuli di varia natura oppure con strumenti quali spazzole manuali, facial brush, ecc..

Esfoliazione chimica che invece consiste nell’applicazione di una o più sostanze chimiche che creano un disfacimento controllato della pelle con conseguente desquamazione (a diversi livelli di profondità)

Gli esfolianti fisici sono costituiti da particelle solide in genere di origine naturale che svolgono una funzione microabrasiva, rimuovono le cellule cornee e determinano un rinnovamento dello strato corneo, dando quindi alla pelle un aspetto più luminoso e levigato in superficie.

Si definisce meccanica proprio per quest’azione manuale di sfregamento sulla pelle.

 

 

Fanno parte di questa categoria prodotti come

– Scrub, prodotti formati da microgranuli che possono essere di natura diversa. Sono in genere naturali come i sali o polveri ricavate da noccioli di frutta o parti di piante essiccate.

Es. microgranuli di Jojoba

 

– Gommage, sempre un esfoliante meccanico che si distingue dallo scrub per l’utilizzo di polveri esfolianti più sottili e per la presenza di agenti idratanti

 

 

CONOSCI L’ESFOLIAZIONE ENZIMATICA?

 Una via di mezzo tra scrub/gommage e i peeling sono invece gli esfolianti enzimatici.  Si tratta di una tipologia di esfoliazione chimica fatta con enzimi che rimuovono le cellule morte in modo delicato.

 Questi enzimi sono in genere la papaina (dalla papaya) e la bromelina (dall’ananas).  Sono esfolianti non abrasivi, molto efficaci ma più delicati rispetto ai peeling veri e propri.

 Agiscono per rimozione delle cellule morte in fase di distacco con enzimi proteolitici che svolgono la loro funzione in base al tempo di posa e cessano la loro azione al momento della rimozione.

 

Dopo questa doverosa parentesi sull’esfoliazione enzimatica, ci possiamo finalmente dedicare ai nostri amati peeling chimici.

 

ESFOLIAZIONE CHIMICA: LE BASI

 

Come già visto, “l’esfoliazione chimica consiste nell’applicazione di una o più sostanze chimiche che creano un disfacimento controllato della pelle con conseguente desquamazione (a diversi livelli di profondità)”.

Quali sono però queste sostanze?

 

– AHA (alfa idrossiacidi): acidi di origine naturale.

Derivano dagli zuccheri vegetali e dagli acidi della frutta (limone, uva, mela, pompelmo).

Es. acido glicolico, malico, tartarico e citrico. Sono solubili in acqua. In genere ideali per la pelle secca.

 

– BHA (beta idrossiacidi): esfolianti solubili in olio che penetrano più in profondità nella pelle e nei pori. In genere più indicati per pelli impure e grasse.

Es. acido salicilico (estratto dalla corteccia di salice).

 

Vi sono inoltre delle tipologie di peeling che combinano l’efficacia di entrambe le tipologie di acidi (AHA e BHA).

 

Come agiscono questi acidi sul nostro strato corneo?

Gli acidi agiscono sul “collante” che tiene unite le cellule dello strato corneo della nostra pelle, facendolo dissolvere. In questo modo le cellule morte (che danno quell’aspetto spento e privo di luminosità al nostro viso) si “staccano” più facilmente per dare spazio alle nuove cellule sottostanti.

 

 

COME E QUANDO PROPORRE UN PEELING AD UNA CLIENTE

 La nostra pelle si rinnova e rigenera in modo naturale ogni 28 giorni. E’ un processo normale ed automatico che mette in moto il nostro corpo.

Purtroppo col passare del tempo ed in determinati momenti della vita (adolescenza, gravidanza, menopausa,ecc.) questo processo può diventare irregolare e più lento.

Questo provoca la comparsa di alterazioni cutanee: acne, parti lucide, pori dilatati, rughe, tono spento, macchie pigmentarie, ecc.

Ecco quindi che entriamo in azione noi estetiste professioniste, in grado di ridare luminosità alla pelle, fino ad attenuarne segni del tempo e piccole imperfezioni e discromie!

 

Quali altri benefici possiamo apportare alle pelle con un peeling?

– Incremento della presenza di acqua nel derma

– Diminuzione delle rughe

– Aumento della compattezza cellulare

– Riorganizzazione e stimolazione degli elementi dermici strutturali

– Cambi qualitativi del collagene dermico e dell’elastina

– Aumento dell’attività dei fibroblasti, che sintetizzano le diverse macromolecole della matrice extracellulare

– Ossigenazione della pelle

– Miglioramento dei pori dilatati e della texture

–  Attenuazione delle lesioni pigmentarie

– Riduzione delle manifestazioni dell’acne e miglioramento dell’aspetto delle cicatrici

 

Tutto questo ovviamente in base alla profondità in cui il peeling stesso riesce ad agire.

 

Come ben sappiamo, nel settore dell’estetica professionale, ci possiamo spingere solo fino allo strato corneo più superficiale (ci sono peeling più “aggressivi” che possono raggiungere persino il derma ma sono presidio dei medici estetici), ma non per questo non possiamo dare alle nostre clienti risultati realmente notevoli!

 

COSA SUCCEDE UNA VOLTA IN CABINA: DIAGNOSTICA

Ora che sappiamo le basi, dobbiamo capire come approcciare una cliente che ci richiede un trattamento con peeling.

Prima di tutto non dobbiamo dimenticare la fase di diagnostica, che è sempre FONDAMENTALE in questi casi.

Infatti non tutte le tipologie di pelle reagiscono allo stesso modo e possono essere sottoposte a questi trattamenti.

 

Dobbiamo infatti capire prima la tipologia e lo stato della pelle:

  • precedenti
  • spessore
  • zona da trattare
  • attività e densità delle ghiandole sebacee
  • integrità della barriera epidermica, ecc.
  • fototipo (i fototipi più elevanti hanno meno tolleranza in caso di esfoliazione chimica)
  • esposizione al sole nei giorni precedenti il trattamento

 

NOTA BENE: è di grande importanza prescrivere un prodotto pre-peeling domiciliare alcuni giorni prima del trattamento per preparare la pelle, omogeneizzare l’azione del peeling, ridurre possibili reazioni indesiderate. Inoltre occorre effettuare una corretta preparazione all’inizio della seduta immediatamente prima di realizzare il procedimento.

 

TIPOLOGIE DI PEELING IN ESTETICA

Gli acidi più comunemente utilizzati nell’ambito dell’estetica professionale sono:

  • Acido glicolico, adatto a tutti i tipi di pelle (sempre in considerazione dei fattori elencati sopra e di una diagnosi personalizzata)
  • Acido lattico, ideale per pelli sensibili, secche, fini e/o devitalizzate
  • Acido mandelicoper pelli spesse, grasse, seborroiche e/o con discromie

 

Inoltre molte case cosmetiche danno la possibilità di selezionare il peeling e la concentrazione più adeguata per graduare il risultato dell’esfoliazione, seduta dopo seduta, vedendo man mano i risultati che si stanno ottenendo sulla cliente.

In più si possono combinare tra di loro, realizzando applicazioni multi-strato, in una stessa seduta oppure utilizzare in sedute consecutive.

 

Il bello dei peeling è che non restano fini a se stessi, ma possono anche essere utilizzati come mantenimento o per ottimizzare la riuscita di altri trattamenti (ovviamente non durante lo stesso appuntamento, che sia chiaro, ma all’interno di programmi più lunghi e percorsi di diverse sedute).

 

CONCLUSIONI

Per concludere, il mondo dei peeling e dell’esfoliazione della pelle è qualcosa di così vasto che chiaramente non poteva essere racchiuso in un solo articolo.

Se pensiamo che un peeling può essere utilizzato come mantenimento e prevenzione, ma anche come trattamento a sé, capiamo la vastità del suo uso e del suo raggio d’azione:  dal mantenere la pelle con un aspetto più salutare fino a migliorarne la texture, per poi realizzare anche un’azione preventiva contro l’invecchiamento…insomma… ce ne sarebbero ancora di aspetti da approfondire.

Per questo ho realizzato a tal proposito un WEBINAR dedicato alle diverse tipologie di esfoliazione che puoi trovare all’interno dell’Academy Digitale Club Cosmetico in modo del tutto gratuito a tua completa disposizione.

 

Ti basta cliccare sul link https://clubcosmetico.com/registration/, inserire i tuoi dati per registrarti e potrai trovare questo webinar all’interno della sezione “Cosmetologia”.

 

Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi!

Ti aspetto a fare formazione insieme!

 

Take care of you,

Gabriela

 

Torna su